La supercompensazione: fisiologia ed allenamento

La supercompensazione


Il processo fisiologico che porta il corpo da una condizione di catabolismo, indotta dallo stress dell’allenamento ad una condizione anabolica dovuta all’adattamento muscolare.

Il corpo umano, in situazioni di riposo, si trova in un equilibrio dinamico chiamato omeostasi. Quando questo equilibrio viene deturpato, avvengono delle reazioni fisiologiche che lo riportano all’omeostasi. E’ questo il caso dell’allenamento, lo sforzo muscolare infatti produce localmente e a livello generale dei cambiamenti strutturali, metabolici ed ormonali che vengono bilanciati da delle reazioni che stimolano l’anabolismo muscolare, chiamate supercompensazione.

Un allenamento intenso, infatti, mette i muscoli in una situazione di difficoltà rispetto al carico sollevato ed incentiva il corpo a migliorarsi per non trovarsi impreparato in una situazione futura, che corrisponde al prossimo allenamento, aumentando quindi le sue performance. Le varie strutture anatomiche quindi, non ritorneranno alla situazione di partenza, ma si creerà un nuovo equilibrio ad un livello leggermente superiore, con delle modifiche strutturali, anatomiche, metaboliche ed ormonali.

 

 

L’immagine sovrastante rappresenta come avviene la supercompensazione, è evidente come l’allenamento causa un calo delle prestazioni dovuto allo stress muscolare indotto che diminuisce nei giorni successivi attraverso il riposo, che porta alla rigenerazione dei meccanismi energetici e delle componenti muscolari (fibre, enzimi, mitocondri).

L’importanza del riposo

E’ quindi molto importante capire la funzione del riposo, che permette tutti questi processi rigenerativi, bisogna infatti dosare gli sforzi e distribuire e programmare al meglio gli allenamenti nel tempo. Se la seduta in palestra successiva avverrà quando la supercompensazione è ancora in corso si rischia di affaticare troppo l’organismo rischiando di portarlo al superallenamento, una condizione caratterizzata da una perdita di forza e di motivazione che mette a rischio tutto il lavoro fatto fino a quel momento.

L’importanza dell’allenamento

Al termine della supercompensazione, raggiunto il plateau, si avrà un aumento delle performance causato da tutti i meccanismi sopracitati. Questa situazione però è un dispendio energetico notevole per il corpo, che deve utilizzare l’energia da fornire alla nuova massa muscolare, un tessuto attivo anche a riposo. Se questi miglioramenti strutturali e di performance non saranno utilizzati nel breve periodo il corpo riterrà inutile mantenere questi elementi che hanno un bisogno di energia molto alto, e tornerà ad un livello inferiore perdendo i benefici dell’allenamento per mantenere una situazione che permetta semplicemente di svolgere le attività classiche della vita quotidiana.

Risulta quindi indispensabile continuare ad allenarsi periodicamente applicando una resistenza sempre maggiore per stimolare ogni volta la supercompensazione ed aumentare il livello di performance.

 

Attenzione che la resistenza maggiore non necessariamente corrisponde ad un aumento di peso. La ghisa sul bilanciere rappresenta un carico esterno, che causa una determinata tensione muscolare. Se aumentiamo il peso alzato non sempre aumenta anche la tensione muscolare interna, perchè spesso per sollevare carichi troppo elevati utilizziamo una tecnica sbagliata distribuendo il lavoro ad altri muscoli sinergici. Nella panca piana, con un aumento di carico eccessivo e quindi una tecnica sbagliata, potremmo non stressare di più il gran pettorale  utilizzando piuttosto altri muscoli come il tricipite brachiale ed il deltoide anteriore.

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